Archivio per maggio, 2008

29 mag

Zucchero

Pubblicato da zipp808

Traggo ora dalla lettura de “Il Resto del Carlino” la seguente frase:

“L’ambiente mi preoccupa. Come vivremo senz’acqua? E soprattutto senza vino?”

Affido al Comitato dei Cinque Saggi del Fedaia ogni più opportuna riflessione.

27 mag

UN TRANQUILLO WEEKEND DI PAURA…..

Pubblicato da zipp808

Se ripenso al weekend appena trascorso mi viene in mente Groucho Marx che in fondo riusciva a parlare delle schifezze del mondo sorridendo. Si può quasi dire che, sulle Alpi, il Dr. BH, i due fratelli Giovannini, Ori e il sottoscritto apparivamo la reincarnazione dei fratelli Marx. Bello il ciclismo libero dai condizionamenti della gara, del risultato, delle strategie di corsa. Che meraviglia il ciclismo che sostiene l’amicizia, la voglia di ridere e scherzare, le puttanate e il gesto inconsulto…Sembravamo dei dadaisti in gita. Ma mettiamo ordine.

La partenza è stata suddivisa in tre scaglioni: Ori e Jaja, BH e moi, Lele in solitaria (perché – dice lui – deve lavorare…..) Il primo scaglione diretto a Falcade con la prospettiva di farsi alcuni passi (cosa poi realizzata) Lele attardato (dice per il lavoro….) a sera per cena e il mitico BH ad aprire la vasta proprietà che amministra per il casato della moglie in S. Martino. Questo antico palazzo è ricavato su una vecchia sede vescovile nella quale, per ragioni di culto, venivano espletate funzioni religiose tradizionali, investiture e ogni apparato di natura formale; in ogni caso, si tratta di luogo degno del massimo rispetto sia per le parole proferite in ambienti così carichi di santità che per i gesti e le forme da rispettare. L’iniquo BH, appena varcato il maestoso portale d’ingresso alla magione si è liberato di un leggero peso che lo aggravava emettendo – OMISSIS – La conseguenza è stata che, ripartendo per Predazzo, sono stato colto da conati e ho dovuto racc – OMISSIS – nel corso della discesa dal Rolle.

Giunti in prossimità di Predazzo abbiamo inforcato i nostri superbi mezzi in carbonio tutti pronti a goderci lo spettacolo che sarebbe andato in onda di lì a poco. L’ascesa all’Alpe di Pampeago è stata agevole ma  il maltempo ci ha colto a 500 m. dal traguardo, lasciandoci infreddoliti e in balia dell’umidità. Fortuna ha voluto che in questi arrivi di tappa montanari c’è sempre un gruppo di veterani alpini ben forniti di combustibile per riscaldare lo stomaco, le membra e lo spirito. Sarà stato il freddo, sarà stato il clima di gioiosa amicizia creatosi con i vigorosi alpini, mentre attendevo un BH attardato (a suo dire dalle gambe in croce per l’uscita nella prima mattina) sono stato incaricato di vagliare e dirimere una disputa che era insorta tra i simpatici montanari: quanti e quali sono i modi e le varianti per definire l’organo di riproduzione femminile. La questione era stata ispirata dalle gallerie che precedevano l’arrivo sull’Alpe (che a detta degli scafati alpini, ricordavano una loro conoscente, certa Rosetta) ma la discussione si era poi evoluta al numero dei modi di dire, discussione alimentata ovviamente dal livello ben sopra i limiti di guardia del testosterone ma, soprattutto, dal livello del prosecco. E così via con la “gattina”, la “passerottina”, la “chitarrina” la – OMISSIS – Dal punto strettamente statistico siamo giunti alla conclusione che dovrebbero esistere 119 modi per definire l’organo di riproduzione femminile contro 89 per definire quello maschile. Devo dire che sono abbastanza frastornato: pensavo che non si potesse arrivare a più di una ventina.

Nel frattempo giungeva BH lamentandosi di tutto: dalle scarpe, alla salita, al freddo e via con una litania insopportabile a parte quando ha messo in evidenza il lato artistico della sua personalità ed ha scattato le foto ai tifosi, a me, a Sella in fuga ecc… Abbiamo potuto constatare che il ciclismo ad alti livelli ha una componente assolutamente comune al ciclismo dei più bassi livelli  come il nostro: la fatica. La fatica che si leggeva nei volti di tutti gli atleti, soprattutto quelli nelle posizioni più arretrate, era assolutamente paragonabile alla fatica che traspare dalla foto di Pigi pubblicata su Cicloturismo, direi quasi peggio. Quindi, con un certo orgoglio, io e BH abbiamo concluso che, per quanto riguarda la fatica, siamo proprio come i professionisti.

BH è uomo che conferisce un lustro speciale alla Phonix. Le sue conoscenze nel mondo dello sport in genere gli consentono di presentarsi a casa di un formidabile olimpionico, vincitore di mondiali e innumerevoli gare nello sci di fondo per usufruire della squisita ospitalità dell’atleta e della sua famiglia. Sudati, sporchi e bagnati, io e BH ci siamo presentati a casa di Vanzetta per un the: sembrava di mettere piede in un santuario, trofei, medaglie e coppe di ogni genere e foggia posizionati in teche e vetrinette a perdita d’occhio. Bello è stato udire da Vanzetta gli aneddoti del “dietro le quinte” di una gara; veramente una bella esperienza.

Il mattino seguente ci accoglieva un cielo variabile, forse aiutato a S. Martino anche dai venti e dalle correnti ascensionali della notte. La cena non troppo frugale della sera precedente aveva lasciato qualche leggero aggravamento epatico ma, di buon ora, confluivamo su Falcade per raggiungere la c.d. “Cavalleria Pesante della Phonix” Altro show del BH: ha conversato amabilmente con Gianni Bugno che si stava accingendo ad intraprendere il volo con l’elicottero illustrando le problematiche che da qualche tempo lo affliggono a cagione del peso del servidor da – OMISSIS – Il cordiale e amabile Bugno gli ha espresso solidarietà e miglior fortuna. Poi ci siamo diretti a “LA CRODA” una pasticceria adatta a noi dove abbiamo fatto una breve e frugale colazione. L’argomento, a tavola, è subito andato alle scottanti notizie di attualità che affliggono il mondo dello sport e pertanto – OMISSIS -

Durante le ascese i membri Phonix intonavano la canzone:

“Ma quanto è bello andare in giro per le Alpi bellunesi

con una bella – OMISSIS -”

E’ stato proprio divertente, soprattutto quando sul Fedaia, sotto l’acqua al passaggio dei ciclisti urlavamo all’unisono con i tifosi di Bruseghin: “- OMISSIS -”

Abbiamo lasciato le Alpi con grande rimpianto  ma anche con la soddisfazione di aver vissuto due giorni di pura fantasia, liberi da condizionamenti tant’è che, prima di partire, BH ci ha lasciato con la frase a squarciagola (che è diventato un po’ il refrain della domenica): – OMISSIS -!!!!

Ma quanto è stato bello andarsene in biga per le Alpi bellunesi! Ma la cosa più bella sono, ovviamente, gli omissis….

26 mag

Report fotografico dalla tappa del Giro

Pubblicato da c1c0

Arrivano puntuali le fotografie del nostro giornalista C. (non Cassani, quello lo hanno preso gia’ alla Rai, ma possiamo dire che sono molto “simili”, vuoi per la stessa passione ciclistica, vuoi per le attente descrizioni che ora l’uno ora l’altro fanno delle manifestazioni ciclistiche – come Cassani descrive le tappe del giro il nostro C. non manca di raccontare ogni ristoro delle GF in Romagna)

Qui il servizio fotografico